In ricordo di Patrizia Maccagno


Non mi è facile parlare di Patrizia, al passato, non solo perché Lei ci ha lasciati da poco, ma soprattutto perché lei ha voluto fortemente restare viva, nel ricordo di tutti coloro che l’hanno conosciuta, le sono stati vicini e le hanno voluto bene.

Ci sono tanti piccoli episodi, che Patrizia ogni tanto ricordava, con piacere, parlando della sua infanzia.

  • Ricordava spesso che la nonna materna, sarta eccezionale a Milano, le confezionava i vestitini da piccola principessa. Essendo figlia unica, i genitori spesso la portavano agli incontri, alle cene e riunioni degli adulti.  lei non solo non si annoiava, ma trovava motivi di meraviglia, di stupore, curiosità e interesse, nei paesaggi, nei fiori, nella natura e in tutto quello che la circondava, in particolare nei ritratti storici e artistici di cui sono ricchi tutti i piccoli borghi italiani.  
  • Per tutta la vita Patrizia ha coltivato questa passione, arricchendo la sua cultura e le sue conoscenze storiche attraverso letture, approfondimenti, partecipazioni a conferenze e relazioni che le hanno permesso di essere eccezionalmente preparata, anche nel suo ruolo di insegnante.
  • Patrizia è stata colpita da una grave malattia, molto giovane, a soli 29 anni, ma questo, dopo una prima fase di disorientamento e di rifiuto, non le ha impedito di combattere e vincere, per un lungo periodo, i peggiori effetti invalidanti che inevitabilmente, a poco a poco, la debilitavano. Un grandissimo aiuto a Patrizia è stato dato da mamma Angela che, proprio come un Angelo, l’ha sempre seguita, protetta e spronata a vivere intensamente ogni giorno di vita.
  • Dopo la laurea in filosofia discussa presso l’Università di Pavia, Patrizia è diventata insegnante presso l’Istituto Agrario di san Michele all’Adige, dove è stata, fin da subito apprezzata dai colleghi e dagli studenti per la dedizione, l’impegno, la meticolosità e l’entusiasmo che metteva nelle sue lezioni.A questo proposito Patrizia ricordava con un sorriso che, alla prima riunione con gli insegnanti si è presentata con una salopette azzurra ed è stata scambiata per una giovane studentessa, anziché per la seria professoressa di lettere.
  • Purtroppo, la malattia, nel suo lungo decorso ha ridotto drasticamente la vista di Patrizia che l’ha costretta a ricorre all’ausilio degli audio libri per continuare e mantenere vivo il suo amore e il rapporto con la cultura storica e artistica, ma ha anche ridotto le uscite di Patrizia, che ha iniziato a chiudersi in se stessa.
  • La perdita del papà, del marito e della mamma, sono stati momenti molto dolorosi, che hanno segnato profondamente anche la capacità di reagire e continuare a combattere la malattia.
  • Nonostante tutto Patrizia è riuscita a mantenere vivo il rapporto di amicizia e vicinanza con colleghi di lavoro, sia insegnanti che guide turistiche, con studenti e con famiglie amiche dei genitori.
  • Soprattutto la morte della mamma è stato un colpo gravissimo che Patrizia ha superato con non poche difficoltà, ma nei tanti momenti di sfortuna e di dolore, che l’hanno purtroppo accompagnata, le va riconosciuto il merito di aver sempre mantenuto un enorme cuore.
  • La grande generosità che ha sempre contraddistinto la sua mamma, in Patrizia si è moltiplicata. Con grande cuore e umiltà, mai indifferente nei confronti di situazioni di disagio, andava a cercare chi poteva avere bisogno del suo aiuto.
  • A Natale di due anni fa, per un caso fortuito che ha fatto incontrare Nicoletta e Teodora a Trento, Patrizia ha preso contatto con i bambini burundesi e la grande missione dell’Associazione Gemma Burundi. In quell’occasione ha voluto contribuire alla costruzione del pozzo, con alcuni versamenti. Successivamente poi, Don Eric, in occasione di un suo viaggio a Trento, ha voluto conoscerla. Questo incontro per Patrizia, costretta a vivere in casa per lo più sola, ha segnato una svolta importante, finalmente trovava uno scopo nella vita, poteva essere utile a qualcuno.Don Eric inviava video dei “picciriddi” che lei contribuiva ad aiutare: nella commozione lei trovava la forza di andare avanti.
  • L’atto finale col testamento: ha voluto lasciare ai “picciriddi” quello che ha potuto perché possano avere un futuro dignitoso e felice. Negli ultimi giorni di sofferenza, le voci registrate di don Eric e dei “picciriddi” le portavano sollievo. Sarebbe particolarmente contenta di sapere come verrà investito il suo lascito e sapere che verrà ricordata per la sua grande generosità.

(Sicuramente arrossirebbe nel ricevere i ringraziamenti, per grande umiltà d’animo).

Una personcina così piccola e fragile che portava in sé un’anima così grande!

C’è una frase ricorrente, che viene menzionata quando una persona muore e che rispecchia il ricordo di Patrizia:

NON MUORE MAI, CHI VIVE NEL CUORE DI CHI RESTA.

Patrizia resterà viva nel mio cuore e nel cuore di chi l’ha conosciuta, ma soprattutto vivrà nel cuore di quei bambini che lei ha aiutato, per i quali ha contribuito a costruire dei pozzi, una scuola …. perché anche quando questi bimbi diventeranno grandi, ricorderanno ai loro figli la generosità di questa straordinaria donna trentina.E così lei continuerà a vivere.

Grazie, Patrizia!

Maria Lina e Teodora


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